Via Giovanni Duprè 132 - Siena (SI) - tel: 0577 42286
Ho sempre pensato che l'Italia fosse un paese meraviglioso, anche se sembra
scontato.
Mi piace girare e ricercare luoghi, conoscerne la storia, scoprire posti nuovi,
senza necessariamente fare troppi chilometri spingendosi chissà dove.
Una delle regioni che io amo di più è la Toscana.
Ovunque si vada, il paesaggio che si presenta davanti è splendido.
Non ha quindi avuto tanta difficoltà a convincermi il grande Ivan, quando mi ha
invitato a visitare insieme a lui e al buon Marcello una cantina nei pressi di
Vagliagli, a Siena.
La nostra serata, organizzata dal "padrone di casa", comincia nel pieno centro
senese, a pochissimi chilometri dall'azienda vinicola.
Approfittiamo del fatto che il nostro tavolo sarebbe stato pronto intorno alle
21.45 per fare due passi nel centro storico e festeggiare Marcello, scoprendo
che il giorno stesso compiva gli anni.
Ci fermiamo un'oretta in uno dei locali che danno direttamente sulla Piazza del
Campo. Il clima è incredibilmente mite, siamo in 4 a sedere in un tavolo
all'aperto, il Bollinger Rosè va giù che è un piacere e tutto è perfetto.
Parlando un po' della città e delle curiosità di Siena con il nostro ospite,
arrivano in attimo le 21.15, orario perfetto per mettersi in marcia (a piedi).
La taverna di San Giuseppe, infatti, si trova in un fondo del 1100, a circa 400
metri dalla piazza, davanti all'omonima chiesa di San Giuseppe, nella contrada
dell'Onda.
L'ambiente è caldo, con pareti in pietra e bei tavoli in legno massello, ma allo
stesso tempo raffinato e ricercato.
Ad accoglierci Matteo, ragazzo molto in gamba, appassionato di vini, e suo padre
Marco, entrambi davvero cortesi.
La serata prevede una cena a base di fiorentina, ma prima ci lasciamo tentare da
una vellutata di fagioli, porcini e crostini.
Ne prendiamo 2, e facciamo a mezzo, ma PURTROPPO
mi tocca mangiare anche quella di Ivan, vista la sua intolleranza ai fagioli.
Notato questo fatto, Matteo ci fa preparare un assaggio di gnocchi con una
fonduta di pecorino e tartufo nero. Sono pochissimi a testa, ma sono squisiti e
vengono molto apprezzati.
A questo punto arriva il momento della fiorentina. Dopo avercela tagliata, ci
viene proposta su un vassoio chiedendo se può andar bene. Poco più di 2 kg,
aspetto perfetto. Andata.
Ad accompagnarla, ordiniamo 3 porzioni di patate al forno ed una bottiglia di
Chianti classico riserva Castello di Ama, ottimo.
In più 4 bottiglie di acqua durante tutto il pasto.
La fiorentina viene tagliata ed impiattata davanti a noi.
Il profumo che sprigiona è incredibile da quanto è intenso, il sapore è
eccezionale.
Di sicuro la migliore fiorentina che io abbia mai mangiato.
Carne tenerissima, gustosa, esaltata ancor di più dal grande vino scelto.
Il segreto sta tutto nella scelta della carne e soprattutto nella frollatura,
che viene fatta, ci spiega il titolare, in base alla grandezza dell'animale (la
nostra, ad esempio, ne aveva fatta una di quasi 30 giorni).
Mi viene servito anche un po' di sale delle Hawaii, dal colore rosso e dal
sapore intensamente piccante, da provare sulla carne.
Non rimane praticamente nulla nei piatti, anche se bisogna ammettere che è stato
difficile finirla.
Per prenderci una pausa e fare due passi, ma proprio due di numero, Matteo ci
conduce in fondo alla sala dove un cancello, in ferro battuto, aperto su una
scalinata ci conduce dentro a quella che si rivela un'enoteca meravigliosa.
Sottoterra, scavata nel tufo, quella che prima era una casa etrusca e poi una
chiesa di famiglia, ora è una sala con splendide bottiglie, tappeti e un
tavolone in legno con una selezione di formaggi incredibile.
Ne assaggiamo uno, un pecorino stagionato, servito con del miele, mentre ci
viene raccontata la storia del locale e del nonno del titolare, uno dei primi
sommelier di Siena.
Eccezionale.
Dopo questa piacevole pausa, passiamo così ai dolci (io naturalmente salto): un
tiramisù con una spolverata di cacao e un gelato con una pera caramellata.
Per finire, ci viene portata la "Carta dei Caffè", dove si possono trovare
miscele ricercatissime e dai sapori unici.
Nei ordiniamo 3, e come gran finale io e Ivan prendiamo una grappa di vinsanto
Avignonesi.
Che dire?
Un'esperienza unica, a partire dal locale, splendido, per passare al servizio,
ottimo e attento, per poi finire naturalmente alla qualità dei piatti,
eccellente.
Soldi alla mano, la cena per 4 è costata 225€, gentilmente offerta dal nostro
ospite.
Considerando tutto, la cifra li vale eccome.
Se qualcuno dovesse passare per Siena, tenga presente questo posto se vuole
vivere un'esperienza unica.
Probabilmente ci tornerà come sicuramente farò io.




Imperdibile!!!